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Luffa Cylindrica: la spugna vegetale biodegrabile e multiuso

Luffa Cylindrica: la spugna vegetale biodegrabile e multiuso

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Namasté Zenine,
oggi andremo a scoprire caratteristiche ed uso di un’altra spugna vegetale. In un articolo precedente abbiamo approfondito la conoscenza della spugna Konjac, una spugna completamente naturale e biodegradabile eccezionale per la cura della pelle.

Il nostro benessere passa sempre dal benessere dell’ambiente in cui viviamo: per questo scegliere di utilizzare un prodotto completamente biodegradabile per la detersione del corpo (e non solo!) è una scelta di benessere a 360°!

La protagonista dell’articolo di oggi è la luffa cylindrica.

La luffa è un genere di piante rampicanti appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee (quella cui appartengono zucche e zucchine). Di luffe ne esistono tante. A noi interessa la luffa cylindrica (o luffa aegyptiaca). Originaria dell’Asia, oggi si coltiva anche in Italia e viene utilizzata principalmente per la cura della pelle e per la pulizia della casa.

In realtà, la luffa può essere consumata in cucina finché acerba. Tuttavia, il suo sapore non è molto gradevole.

Il frutto da cui si ricava la nostra spugna vegetale somiglia ad una lunga zucchina!

Per ottenere la spugna, la zucca viene lasciata maturare completamente sulla pianta. Quando la buccia di questa lunga zucchina comincia a diventare marrone, inizia il periodo della raccolta: a questo punto sarà solo necessario farla seccare e sarà pronta per la lavorazione.

Per ottenere la spugna, la zucca viene tagliata e pulita: deve essere privata dei semi, delle altre impurità presenti (procedura non proprio semplice) e della buccia. Una volta estratta la preziosa spugna, questa viene lavata con acqua e bicarbonato. Le dimensioni della zucca raggiunge i 30cm circa.

La spugna può essere ritagliata oppure utilizzata in tutta la sua lunghezza. Ad esempio, è possibile realizzare una fascia per la pulizia della schiena; oppure se ne ricavano pezzi di varie dimensioni da destinare agli usi più disparati. Generalmente, la parte centrale viene utilizzata per le spugne per la detersione del corpo. Le estremità – più imperfette – vengono predilette per la pulizia della casa: diventano spugne per piatti, stoviglie e superfici lavabili.

In commercio troverete spugne di luffa completamente bianche e dalle forme perfette: per ottenere tale risultato sono state sbiancate, ma il colore naturale della spugna è beige e non è raro trovare discromie e imperfezioni che nulla tolgono alla sua qualità. La Natura è perfettamente imperfetta!

 

La luffa per la cura della pelle: uso, conservazione e sanificazione

La luffa è una spugna vegetale biodegradabile al 100%. Quando non è più funzionale (e vi garantisco che la luffa dura davvero tanto!) potrete gettarla nell’umido senza recare alcun danno all’ambiente.

Ma i benefici non si fermano qui: la luffa rappresenta uno strumento naturale capace di offrire alla pelle del corpo un effetto esfoliante vantaggioso da molti di vista.

L’esfoliazione:

  • favorisce il rinnovamento cellulare per una pelle più morbida, uniforme e idratata;
  • favorisce l’assorbimento dei principi attivi dei trattamenti successivi (gel, creme, lozioni);
  • previene inestetismi cutanei, quali macchie, piccole cicatrici, rughe;
  • aiuta a regolare la produzione di sebo: risulta molto utile nel trattamento della pelle grassa, mista e acneica;
  • riduce la secchezza cutanea: liberando la pelle da impurità e cellule morte, la pelle appare più sana e compatta;
  • favorisce la rasatura e inibisce la formazione di peli sottopelle.

La frequenza dell’esfoliazione dipende da varie esigenze, tra cui età, tipo di pelle, esposizione agli agenti esterni, parti del corpo (la pelle della schiena sarà più delicata della pelle dei talloni). Con l’avanzare dell’età, inoltre, si consiglia di aumentare la frequenza dell’esfoliazione.

In generale, si consiglia di effettuare un trattamento esfoliante una volta alla settimana, così che la pelle possa apparire più levigata, morbida e luminosa, pronta a ricevere i trattamenti successivi!

Tuttavia, dovrete stabilire voi la frequenza con cui ricorrere alla luffa per una naturale esfoliazione.

Un piccolo trucco: la luffa solitamente si presenta cilindrica. Potete dividerla in due parti tagliandola nel senso longitudinale per ottenere due spugne double-face:

  • la parte esterna, più delicata, è perfetta per le zone del corpo più delicate;
  • la parte interna, decisamente più “dura”, sarà l’ideale per le zone del corpo che necessitano di un’esfoliane più profonda: gomiti e talloni, ad esempio.

Oppure, come vedremo in seguito, potete ricorrere alla parte più dura per pulire superfici dure e con sporco ostinato!

Consiglio di utilizzare la spugna Konjac per l’esfoliazione della pelle del viso; la luffa per il resto del corpo. Potete usare la luffa come una normale spugna, insieme ai detergenti che preferite. Oppure, potete utilizzarla in combinazioni ad oli vegetali per un massaggio esfoliante!

Al primo utilizzzo, la spugna apparirà appiattita e dura. Immergetela in acqua tiepida e lasciatela idratare: anche il volume aumenterà. Uso do po uso, la spugna diventerà sempre più morbida. E ritornerà dura qdopo averla asciugata!

Naturalmente, completate la vostra routine di bellezza con una crema adatta alla vostra tipologia di pelle!

 

Ora passiamo ai consigli per conservare e sanificare la nostra spugna vegetale

Molto importante è la conservazione: la spugna viene solitamente venduta insieme ad un cordino affinché venga lasciata ad asciugare dopo ogni utilizzo. Questo passaggio è estremamente importante poiché la presenza di acqua e umidità potrebbe favorire la formazione batteri.

La luffa va anche sanificata per una sicurezza antibatterica. Ci sono diversi metodi di sanificazione della luffa:

  • immergere la luffa in una soluzione con nove parti di acqua e una di ipoclorito di sodio (candeggina). È sufficiente un solo minuto. Questa è la scelta meno ecologica. La indico per completezza. La luffa si sbiancherà;
  • immergere la luffa in acqua molto calda (sopra i 60°). Aggiungete un cucchiaio di percarbonato di sodio per 2 litri di acqua. Con questa soluzione sono necessarie due ore.

Mi raccomando: procedete alla sanificazione e ricordate di far asciugare la luffa. Questo vale per qualsiasi strumento che utilizzate per la pulizia della pelle. L’acqua è vita: e dove c’è acqua, possono facilmente formarsi batteri!

 

La luffa per la pulizia della casa

Piatti, stoviglie, piani cottura: con la luffa potete lavare ogni superficie dura.

Se volete utilizzarla su materiali più delicati, vi consiglio di usare sempre il lato “morbido” e di testarlo prima.

Anche in questo caso, bisogna avere l’accortezza di lasciarla asciugare. La spugna andrà regolarmente sanificata affinché non diventi un covo di batteri.

La sanificazione degli strumenti di pulizia è un aspetto spesso sottovalutato, eppure è fondamentale!

 

La mia esperienza con la luffa è stata davvero eccellente e vi consiglio di provarla per la vostra pelle e… per l’ambiente!

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